Misurare, ridurre, rendicontare.
Nel cemento la gran parte delle emissioni nasce prima che il prodotto arrivi da noi, nella cottura del clinker. Per questo lavoriamo su tre fronti: la scelta dei prodotti, la conoscenza della filiera e l'efficienza delle nostre attività.
Il ciclo del cemento, in breve.
Clinker
Il calcare cotto ad alta temperatura libera CO2: è la fase con il maggiore impatto della filiera.
Macinazione
Il clinker viene macinato con gesso e aggiunte come calcare o pozzolana, che ne riducono la quota nel cemento.
Trasporto
Nave, autocisterna e logistica di terminal: qui l'efficienza fa la differenza.
Utilizzo
Calcestruzzo e manufatti durevoli riducono la necessità di interventi e ricostruzioni.
Le nostre azioni.
Cementi a minor contenuto di clinker
Forniamo cementi di miscela: il CEM II/A-LL sostituisce una parte del clinker con calcare, il CEM IV con materiali pozzolanici. A parità di impiego, una minore quota di clinker significa in genere minori emissioni di CO2 per tonnellata di cemento.
Emissioni incorporate e CBAM
Il Regolamento (UE) 2023/956 ha introdotto il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), che riguarda anche il cemento importato. Raccogliamo dai produttori i dati sulle emissioni incorporate e li gestiamo secondo le regole europee, chiedendo ai fornitori dati completi e verificabili.
Polveri e qualità dell'aria
Il cemento sfuso viaggia in cisterne chiuse e viene trasferito pneumaticamente, in circuito chiuso, nei silos del cliente: una modalità che limita la dispersione di polveri durante carico e scarico.
Logistica efficiente
Carichi completi da circa 32 tonnellate, consegne programmate e pianificazione dei percorsi per ridurre viaggi a vuoto, consumi ed emissioni dei trasporti.
Sicurezza dei prodotti
Il nostro CEM II ha cromo VI idrosolubile inferiore a 2 ppm, nel rispetto del Regolamento REACH, per tutelare la salute di chi lavora con il cemento.
Documentazione per progetti sostenibili
Per i progetti che devono rispettare i Criteri Ambientali Minimi (CAM) mettiamo a disposizione la documentazione tecnica e ambientale disponibile dai produttori.
Obiettivi di miglioramento.
- Completare l'autovalutazione ESG Check con ESG Risk Management e pubblicarne l'esito.
- Definire con ESG Risk Management un piano d'azione con indicatori ambientali da monitorare ogni anno.
- Rafforzare la qualificazione ambientale dei fornitori, in linea con il nostro codice fornitori.
- Rendicontare i dati principali secondo lo standard volontario VSME per le PMI, utile a banche e clienti.